18 Dicembre 2025 Festival e cinema all’aperto: ecco chi li sceglie a Milano
Almed Università Cattolica ha presentato i risultati della ricerca dedicata al pubblico del 34° Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina – FESCAAAL e di Nuovo Cinema Diffuso, la rassegna estiva gratuita che porta il cinema di qualità nei quartieri di Milano. Lo studio, realizzato nell’ambito del progetto “Fuori per Festival” promosso da COE ETS con il sostegno di Fondazione Cariplo, ha indagato come il cinema possa diventare un motore di prossimità, inclusione e partecipazione culturale in città.
Il FESCAAAL, attivo da oltre trent’anni, è uno degli appuntamenti cinematografici più riconosciuti in Italia dedicati ai linguaggi e alle narrazioni di Africa, Asia e America Latina: un punto di riferimento per chi cerca nuove prospettive culturali e cinematografiche. Nuovo Cinema Diffuso, sempre a cura di COE ETS, è un progetto nato più recentemente: un’arena cinematografica diffusa che, attraverso proiezioni gratuite all’aperto, coinvolge residenti e nuovi pubblici, trasformando cortili, piazze e giardini in veri e propri luoghi di incontro.
La ricerca delinea un pubblico composito ma con tratti ricorrenti: una prevalenza femminile significativa e un’età media più alta per il FESCAAAL (49 anni) rispetto a Nuovo Cinema Diffuso, che intercetta una platea più giovane (42 anni). Ma l’aspetto più sorprendente riguarda i canali di partecipazione: il passaparola resta la principale via di accesso, confermando quanto la socialità milanese sia ancora un motore culturale attivo. “Questa indagine ci permette di osservare come eventi culturali e cinematografici incidano realmente sulla vita sociale dei territori, attivando partecipazione e nuove forme di fruizione“, sottolinea Sara Sampietro, coordinatrice della ricerca presso Almed Università Cattolica, che evidenzia come i dati raccolti offrano indicazioni utili non solo per le due rassegne, ma per comprendere più in generale il rapporto tra milanesi e cultura di prossimità.
Il pubblico non si limita a partecipare sotto casa: più della metà degli spettatori raggiunge gli eventi provenendo da altri quartieri, segnale della capacità di festival e rassegne di ridisegnare la geografia culturale della città. Nei dati raccolti emerge inoltre una forte centralità dell’offerta cinematografica: la selezione dei titoli e i temi trattati restano i principali driver di coinvolgimento, soprattutto per il pubblico del FESCAAAL, che continua a preferire l’esperienza in sala mentre lo streaming viene utilizzato soprattutto dagli habitué.
Per quanto riguarda l’estate milanese, Nuovo Cinema Diffuso si conferma un format capace di generare valore sociale: altissimi i livelli di gradimento e forte la percezione di un impatto positivo sui quartieri, sia sul piano culturale sia per la vivacità che gli eventi portano nelle strade e negli spazi pubblici. “Questi risultati dimostrano che iniziative come il FESCAAAL e il Nuovo Cinema Diffuso funzionano quando mettono al centro contenuti forti e occasioni di incontro reale”, commenta Alessandra Speciale, direttrice artistica del Festival, evidenziando come il pubblico “viva queste esperienze con profondità e le trasformi in conversazioni che continuano ben oltre la visione”. Per lei, i dati raccontano una città che risponde quando la cultura diventa relazione, curiosità e partecipazione condivisa.
Un ulteriore dato significativo riguarda ciò che accade dopo gli eventi: oltre il 90% degli spettatori di FESCAAAL parla dell’esperienza con amici o familiari e il passaparola si conferma la leva più potente nella costruzione di comunità culturali e nella crescita dei pubblici. Allo stesso tempo, il pubblico indica in modo chiaro due aree su cui lavorare: comunicazione e spazi, elementi chiave per migliorare ulteriormente la fruizione futura.
La ricerca arriva in un momento strategico: il Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina – FESCAAAL si prepara infatti alla sua 35ª edizione, che si terrà a Milano dal 20 al 29 marzo 2026. Una nuova edizione che, alla luce dei dati raccolti, punterà su un coinvolgimento ancora più ampio, una comunicazione rinnovata e una programmazione in grado di valorizzare l’interesse crescente del pubblico per storie, linguaggi e punti di vista che raccontano un mondo in trasformazione.