Azione NCC: per avere diritto ai ristori serve un misuratore fiscale vero

Con una lettera al leader di Fratelli d'Italia, azione NCC risponde alle provocazioni dei tassisti che addosserebbero le colpe alla categoria NCC per i mancati ristori ad alcuni tassisti. Se i tassisti non hanno nessuna certificazione fiscale dei singoli incassi per dimostrare le perdite, non è certo colpa degli NCC. 


Firenze 13 Aprile 2021 - L'associazione di categoria, che opera in nome e nell'interesse delle aziende di noleggio Con Conducente (NCC), in seguito a una missiva inviata dalle organizzazioni taxi al Presidente Fratelli D'Italia GIORGIA MELONI e al capogruppo FRANCESCO LOLLOBRIGDA, risponde a sua volta, alle accuse sui mancati ristori per alcuni operatori taxi, con una lettera rivolta ai leader politici, in cui sottolinea la necessità di cancellare il privilegio dell'esenzione dall'obbligo di emissione di ricevuta fiscale per i tassisti.



"Dette rappresentanze taxi, a nostro avviso, stanno portando avanti un becero attacco nei confronti del settore NCC andando a sostenere addirittura che molti NCC non avrebbero avuto diritto ai ristori delle 29 città indicate nel decreto in quanto alcuni operatori utilizzano autorizzazioni rilasciate da comuni che non coincidono con quelle città nominate in decreto, ma lo fanno con autorizzazioni di comuni differenti.

Addirittura vediamo puntato il dito degli 11 scriventi di organizzazioni taxi verso l' On. Paolo Trancassini, REO di aver chiesto lo sblocco di tali contributi anche in favore di titolari di autorizzazioni di noleggio che hanno operato nei centri storici, ma che si avvalgano di titoli rilasciati da comuni che distano centinaia di chilometri da tali centri.

Come se non bastasse si accusa l' On. Trancassini essere stato sindaco di Leonessa, comune che anni fa ha rilasciato 7 titoli autorizzativi alcuni dei quali pare vengano utilizzati frequentemente sul territorio di Roma. 
Crediamo di dover considerare la missiva del mondo taxi quantomeno sconclusionata nei contenuti e di scarsa puntualità circa l'individuazione del problema che vorrebbero esporre, adducendo responsabilità a situazioni che non hanno niente a che vedere con le norme di legge che hanno previsto chi siano gli aventi diritto ai ristori.

Ci permettiamo di considerarla oltremodo irrispettosa nei confronti del vostro organo politico e in particolare modo nei confronti dell' On. Trancassini che si è preoccupato di presentare un'interrogazione per lo sblocco di contributi destinati a coloro che sono stati esclusi e che sono sofferenti come tutto il resto del comparto NCC.

Vorremmo rammentare ai signori rappresentanti del mondo TAXI, che gli NCC che hanno fatto domanda del ristoro in causa, lo hanno fatto perché attraverso un chiarimento richiesto all'Agenzia delle Entrate è stato confermato che gli aventi diritto sono quegli operatori che hanno effettuato servizi nelle 29 città elencate nel decreto. Andando a verificare sulle fatture emesse e sulle ricevute fiscali quali servizi si e quali servizi no. 

Non è certo colpa del mondo NCC se gli operatori TAXI non hanno la possibilità di verificare quali siano i servizi da loro svolti. Per l’ NCC e per l’ Agenzia delle Entrate è estremamente semplice riconoscere gli aventi diritto, cosa verificabile attraverso le fatture elettroniche e la trasmissione telematica dei corrispettivi.

Cosa più complicata per i tassisti che non hanno nessuno strumento di misurazione fiscale obbligatorio. 

Cogliamo l'occasione per chiedere proprio a Voi Onorevoli in indirizzo che venga cancellato questo VERGOGNOSO privilegio per la categoria taxi e che venga reso obbligatorio il rilascio di uno scontrino fiscalmente valido ed emesso dal tassametro a fine corsa. Così come avviene a bordo dei taxi di tutto il mondo, senza scomodare Inghilterra, Francia, Germania, ma addirittura in paesi come Cina, India e nord Africa i taxi sono dotati di tassametro che emette ricevuta fiscalmente valida.  

Ci auguriamo sia comprensibile lo sdegno che evidenziamo per questi attacchi portati dall’unico soggetto per il quale non sia previsto un valido strumento di controllo fiscale, contro la categoria NCC che emette regolari fatture, ricevute fiscali, paga regolarmente le tasse e conta un totale di addetti di oltre il doppio del mondo taxi e non sbagliamo scrivendo oltre il doppio di addetti.” 



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