30 Giugno 2026 Emergenza caldo nei reparti del San Paolo, NurSind: “A rischio benessere e sicurezza di pazienti e personale”
Reparti di degenza trasformati in veri e propri forni, temperature che raggiungono i 30 gradi, infermieri e operatori costretti a lavorare in condizioni estenuanti e pazienti obbligati a sopportare, oltre alla malattia, anche un caldo insostenibile. È la denuncia del NurSind, che chiama in causa l’ASST Santi Paolo e Carlo per il reiterato mancato funzionamento dell’impianto di climatizzazione, in particolare presso il Presidio Ospedaliero San Paolo.
Sono numerose, infatti, le segnalazione effettuate dagli operatori sanitari, RLS e gli stessi pazienti, circa il mancato funzionamento da settimane del sistema di raffrescamento , lasciando i reparti senza alcun refrigerio proprio durante le settimane più torride dell’anno. Una situazione che mette a dura prova chi lavora ogni giorno in corsia e chi vi è ricoverato, con evidenti ripercussioni sul benessere di pazienti e personale.
La situazione è resa ancora più paradossale dal fatto che il personale a lavoro nei reparti deve fare i conti anche con continui allagamenti provocati dallo stesso impianto di climatizzazione che, pur non funzionando, continua a produrre condensa che si infiltra nei reparti generando ulteriori disagi.
Le segnalazioni si susseguono ormai da settimane. Secondo quanto riferito dal sindacato, in alcuni casi sarebbero stati gli stessi pazienti ad allertare le forze dell’ordine, ritenendo la situazione ormai insostenibile e manifestando timori per le proprie condizioni di salute, costretti a trascorrere la degenza in ambienti soffocanti proprio durante il periodo più caldo dell’anno.
Nonostante le ripetute segnalazioni avanzate da personale, pazienti, rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza e NurSind, a oltre tre settimane dall’inizio dell’ondata di caldo torrido non sarebbe ancora stata adottata alcuna soluzione concreta, mentre operatori e degenti continuano a subirne quotidianamente le conseguenze.
“È inaccettabile che nel 2026 si possa essere costretti a lavorare o a essere ricoverati in reparti che raggiungono e superano, in alcuni casi, i 30 gradi. Non stiamo parlando di un semplice disagio, ma di condizioni che incidono sulla salute, sulla sicurezza e sulla qualità dell’assistenza. La Direzione deve farsi carico con urgenza di una situazione che si inserisce in un quadro aziendale già fortemente critico. Da tempo segnaliamo le difficoltà del personale, tra carichi di lavoro sempre più pesanti, riposi saltati e condizioni operative complesse. A tutto questo oggi si aggiungono reparti trasformati in ambienti roventi, con conseguenze per operatori e pazienti. È una situazione intollerabile per un’azienda sanitaria pubblica”, dichiara Giovanni Migliaccio, Segretario Territoriale del NurSind Milano.
Il NurSind annuncia che porterà la vicenda all’attenzione di ATS e degli organi competenti in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, affinché vengano effettuate tutte le verifiche del caso.
“Pretendiamo risposte immediate e interventi concreti. Il rispetto della dignità di lavoratori e pazienti non è negoziabile. Non ci fermeremo finché non saranno ripristinate condizioni di lavoro dignitose e ambienti sicuri per chi cura e per chi viene curato.” Conclude Migliaccio.