San Raffaele: lavoratrice licenziata, ex colleghi incatenati e in sciopero della fame

Oggi, lunedì 27 luglio, centinaia di lavoratori e utenti hanno partecipato al presidio indetto all’Ospedale San Raffaele in solidarietà con Margherita Napoletano, rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e coordinatrice della RSU, licenziata con un pretesto dopo aver denunciato episodi e gravi criticità nella gestione sanitaria dell’ospedale al Ministero della Salute, alla Regione Lombardia e agli organismi di vigilanza. Criticità successivamente confermate dalla relazione del Ministero, a seguito delle ispezioni effettuate.

Secondo le organizzazioni sindacali, la crisi nei rapporti con l’azienda era iniziata dopo l’intervista rilasciata da Margherita Napoletano a Report, nell’ambito dell’inchiesta “La punta dell’iceberg”, trasmessa su Rai 3 il 10 maggio 2026. Durante la trasmissione, la coordinatrice della RSU aveva denunciato pubblicamente le carenze di personale, le condizioni di lavoro e i rischi per la sicurezza dei lavoratori e dei pazienti.

Dopo aver accompagnato in corteo la lavoratrice fino alla sede della Direzione del personale per la riconsegna del badge aziendale, i numerosi interventi che si sono susseguiti hanno sottolineato come il licenziamento rappresenti un attacco alla conflittualità sindacale e, più in generale, a tutti i lavoratori e le lavoratrici.

«Per noi la giusta causa è licenziare chi attenta alla salute dei lavoratori e dei pazienti», dichiarano i delegati presenti.

È iniziata oggi anche la distribuzione degli adesivi con l’hashtag #iostoconmargherita e la raccolta firme per chiedere il reintegro immediato di Margherita Napoletano. In poche ore sono state raccolte quasi mille firme.

Ma soprattutto oggi sono iniziati lo sciopero della fame a oltranza e l’incatenamento di alcuni ex colleghi, accompagnati da un presidio permanente, attivo 24 ore su 24, nei pressi della mensa e davanti alla cupola, simbolo dell’Ospedale San Raffaele.

La mobilitazione continuerà fino a quando Margherita Napoletano non sarà reintegrata e non saranno garantite condizioni di sicurezza per pazienti e lavoratori.

Basta profitto sulla salute. Chiediamo che la Regione Lombardia intervenga e proceda con il commissariamento e l’acquisizione dell’Ospedale San Raffaele.

USI Sanità
CUB Sanità Provinciale Milano
CUB Sanità San Raffaele

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